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NOTOPIA vs GENIUS LOCI

Stavo leggendo il numero di giugno 2016 The Architectural Review in cui è stato messo in evidenza il fenomeno da loro hanno chiamato “Notopia” descritto come una perdita di identità e di vivacità culturale e una pandemia globale di edifici generici.

È vero, viviamo in un’epoca di globalizzazione, dove il progressivo deterioramento dei valori locali è dominante, dove l’omogeneizzazione della cultura è pandemica. Gli spazi urbani sono gli elementi principali della struttura speciale di ogni città. Servono la comunità dal punto di vista funzionale, visivo, sociale e simbolico. Il loro ruolo è definire e mettere in evidenza l’identità della città e rifletterne l’orgoglio civico per le persone.

Ogni città ha una qualità unica: il suo genius loci (atmosfera distintiva che pervade lo spirito di un luogo) che va oltre l’ambiente costruito.

È responsabilità degli amministratori e degli urbanisti della città di essere sensibili a queste qualità e di sforzarsi di migliorarle. Ma di solito piuttosto che farlo, provano a forzare la propria visione sulla città, trascurando ciò che la rende speciale.

Ciò che è già lì ti dice quello che sarebbe appropriato (o inappropriato) aggiungere quando si pianifica quello che dovrebbe essere costruiti!

Una visione presa in prestito da un altro luogo è la morte dell’unicità di qualsiasi territorio. Il genius loci delle città rappresenta un microcosmo. Ciò che è appropriato per Londra non lo è per Parigi.

Un edificio accanto ad un altro non fa un luogo, e molti edifici non fanno una città. Mettendo tanta energia nella progettazione di edifici o luoghi iconici, le nostre città non rimangono distinte, rischiano solo di assomigliarsi.

Possiamo trovare esempi in tutto il mondo, guardate a ciò che sta accadendo alla Spezia, dove una riqualificazione di una piazza pubblica la farà apparire molto simile a un parco in Giappone!

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Daniel Buren “25 Porticos” installazione in Odaiba Bay, Tokyo, Japan. Foto di miyamiya miyamiya su flickr.

 

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La nuova Piazza Verdi, rendering con i portici di Daniel Buren!

 

L’artista francese Daniel Buren insieme all’architetto italiano Giannantonio Vannetti sono i vincitori per il progetto di riqualificazione di Piazza Verdi a La Spezia. Date un’occhiata al video della ricostruzione virtuale su on You Tube.